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Far conoscere alla cittadinanza le tecniche e i criteri che ci guidano nella manutenzione del verde pubblico: questo lo scopo dell’evento “Il verde cittadino si racconta”, organizzato e curato il 12 novembre in Piazza Fraccon a Montecchio Maggiore dai nostri operatori del settore “Cura del verde”, in sinergia con il Comune castellano. L’occasione giusta per spiegare, quindi, come operiamo in questo settore.

Ma innanzitutto, cosa si intende per “verde pubblico”? Si tratta di quell’insieme eterogeneo in cui, certamente, rientrano i parchi e i giardini, ma anche i cigli stradali e le aiuole spartitraffico e le alberature. Del nostro campo operativo fa parte, infatti, anche la vegetazione spontanea che cresce tra pavimentazioni, marciapiedi e altri manufatti, tutti “ambienti” che devono essere gestiti e trattati adeguatamente per non incorrere in un veloce e spesso irreversibile degrado.

Le potature degli alberi

La lavorazione più impattante, a livello visivo, della manutenzione del verde è sicuramente la potatura delle alberature. L’allestimento di questi grandi cantieri non passa di certo inosservato agli occhi della cittadinanza. Ci approcciamo alla potatura degli alberi seguendo la loro naturale fisiologia, evitando in ogni modo di capitozzarli. La capitozzatura, infatti, è un tipo di potatura che, benché ancora molto e troppo diffusa, è deleteria per la salute e la stabilità dell’albero mutilato.

Lo sfalcio delle aree a prato

Lo sfalcio delle aree a prato è l’attività più impegnativa nel corso dell’anno. Adottiamo la tecnica chiamata mulching: l’erba sfalciata viene triturata/sminuzzata dal tosaerba in modo che i frammenti si depositino alla base del prato, arricchendo il terreno di sostanza organica, ostacolando la crescita delle malerbe e rendendo il prato stesso meno suscettibile agli stress idrici. Inoltre, il mulching consente di evitare la raccolta e il trasporto dell’erba sfalciata, il che significa una riduzione dei tempi di utilizzo dei macchinari, che a sua volta si traduce in una riduzione dei costi per l’ente pubblico e dell’emissione di CO2 nell’ambiente.

La vegetazione spontanea

Un altro dei nostri oneri è tenere sotto controllo la vegetazione che tende ad invadere strade, canali, marciapiedi e opere pubbliche in generale. In questo modo preserviamo l’integrità di questi manufatti e manteniamo la loro corretta funzione, come, ad esempio, la percorribilità di strade e marciapiedi.

I vantaggi di una corretta gestione del verde pubblico

Una corretta manutenzione del verde contribuisce a garantire un buon livello di igiene pubblica. Le aree lasciate incolte possono diventare ricettacolo di pericolosi parassiti, come zecche e zanzare, o di animali dannosi, come i ratti. Il Covid ci ha spinto a socializzare maggiormente in luoghi aperti: è quindi di estrema importanza che essi siano il più possibile salubri. E questo può avvenire solo attraverso una costante, appunto, manutenzione.

Una corretta gestione del verde pubblico assicura, inoltre, un consistente vantaggio economico, perché riduce il rischio di spese impreviste. Pensiamo, ad esempio, ai danni che possono essere causati, a un marciapiede o a un monumento, dalle radici di un arbusto nato spontaneamente o a quelli che possono essere causati da un albero che cade per via delle sue cattive condizioni di salute. Oppure pensiamo a un bell’esemplare arboreo, come una magnolia o una quercia, magari anche di interesse storico, irrimediabilmente rovinate da una capitozzatura sconsiderata. Ecco, tutto questo può essere evitato grazie ad una corretta manutenzione. Ma pensiamo anche al valore del verde in sé: un albero sano e ben formato rappresenta un valore di alcune migliaia di euro; un parco ben gestito ed equilibrato può valere tanto quanto un qualsiasi edificio o monumento comunale. Ecco perché è importante prendersene cura, con costanza e professionalità.

Certo, ogni sfalcio, ogni aiuola, ogni potatura, ogni metro di marciapiede curati corrispondono a costi che, complessivamente, possono portare a voci di spesa importanti nel bilancio di un Comune. Ma non si può nemmeno pensare ad una riduzione eccessiva della spesa pubblica in questo settore, la quale, oltre a un degrado immediato (banalmente, l’erba incolta), porterebbe a un degrado generale del patrimonio pubblico. Per garantire, quindi, la sostenibilità economica delle manutenzioni, è necessaria una certa oculatezza nella gestione delle stesse, al fine di sfruttare al meglio le risorse disponibili.

La cura del verde per contenere i danni causati dai cambiamenti climatici

In questi ultimi anni i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la gestione del verde pubblico. Chi lavora in agricoltura o nel giardinaggio tocca con mano i danni e gli squilibri da essi generati. Estati sempre più calde e siccitose e inverni sempre più caldi e umidi causano un notevole stress alle essenze vegetali delle nostre aree. Piante evolutesi in climi temperati e freddi, come faggi e betulle, soffrono le nuove condizioni climatiche, fino a deperire. Piante termofile, all’opposto, prosperano e, tra queste, ci sono purtroppo molte piante indesiderate, in primis la sorghetta o sorgo selvatico. Questa erba, fino a qualche decennio fa, era relegata a terreni incolti e coltivati. Ora, invece, si sta velocemente sostituendo alle specie ornamentali microterme dei prati, come la festuca o il loietto, creando non pochi disagi nella manutenzione dei tappeti erbosi.

Prosperano e si diffondono anche molti parassiti e malattie delle piante arboree, avvantaggiate dagli inverni miti. Le nuove condizioni climatiche favoriscono la diffusione di nuove patologie provenienti da continenti lontani, aiutate dallo scambio assiduo delle merci, figlio della globalizzazione.

Il cambiamento climatico ha effetti anche sulla salute umana: pensiamo per esempio alla diffusione della zanzara tigre (specie di origine tropicale) oppure alla diffusione (tramite la zanzara comune) della febbre del Nilo, il cui nome fa già intuire il luogo di provenienza.

E poi si registrano eventi atmosferici sempre più volenti e catastrofici, specialmente nei mesi estivi: pensiamo ai fortunali di intensità tale da provocare lo schianto di alberi anche di notevoli dimensioni. Se il patrimonio arboreo viene curato e rispettato, impiantando la specie adeguata, ecco che si possono evitare molti danni che purtroppo vediamo di frequente.

La cura del verde, insomma, richiede la diligenza del buon padre di famiglia e allo stesso tempo la competenza professionale che si acquisisce con l’esperienza e la formazione tecnica continua. Noi, ogni giorno, ci impegniamo per questo.