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“Quella delle Comunità Energetiche è una strada che ci interessa, perché significa condividere l’energia rinnovabile, favorire la sostenibilità delle imprese come la nostra e, di conseguenza, la tutela dell’ambiente. Ecco perché abbiamo accolto con favore la proposta della serata pubblica del 21 marzo in Sala Civica Corte delle Filande a Montecchio Maggiore”. La presidente di Cooperativa Sociale 81, Milena Targon, spiega così la decisione di far parte della rete composta dalle cooperative sociali Piano Infinito, Rinascere, L’Eco Papa Giovanni XXIII e Mamre, che ha voluto illustrare alla cittadinanza e alle imprese del territorio, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e il sostegno di Fondazione Cariverona e HAB terrenergie, questa interessante opportunità di sviluppo nel segno dell’autoproduzione energetica.

 

Cos’è una comunità energetica rinnovabile (CER)

Una CER, si legge sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è un insieme di cittadini, piccole e medie imprese, enti territoriali e autorità locali, incluse le amministrazioni comunali, le cooperative, gli enti di ricerca, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale, che condividono l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti nella disponibilità di uno o più soggetti associatisi alla comunità. In una CER l’energia elettrica rinnovabile può esser condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori, localizzati all’interno di uno medesimo perimetro geografico, grazie all’impiego della rete nazionale di distribuzione di energia elettrica, che rende possibile la condivisione virtuale di tale energia.

L’obiettivo principale di una CER è quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali ai propri membri o soci e alle aree locali in cui opera, attraverso l’autoconsumo di energia rinnovabile.

Le CER sono quindi uno strumento in grado di contribuire in modo significativo alla diffusione di impianti a fonti rinnovabili, alla riduzione dell’emissione di gas serra e all’indipendenza energetica del Paese.

Il ruolo di Cooperativa Sociale 81

“Attualmente – afferma la presidente Targon – per motivi tecnici non potremo fare parte della Comunità Energetica promossa dalle altre cooperative. Siamo infatti ubicati in una zona diversa, fornita da una propria cabina dell’energia elettrica, non ‘agganciabile’ alla rete che si intende creare. Nonostante il fatto che noi, al momento, non possiamo partecipare, riteniamo comunque importante la divulgazione di questa opportunità e per questo ringraziamo le altre cooperative che, in questo senso, sono le pioniere di questo progetto virtuoso. Non escludiamo che, un domani, possiamo creare una rete anche nell’area della nostra sede, coinvolgendo altri partner. Lo speriamo veramente, visto che abbiamo già investito su questo fronte. Dall’anno scorso siamo, infatti, totalmente autosufficienti dal punto di vista energetico, grazie all’impianto fotovoltaico installato, con un investimento di 60.000 euro, sulla copertura della nostra sede produttiva. Anno dopo anno vogliamo rinnovare il nostro impegno green e l’incontro pubblico a Montecchio Maggiore si inserisce proprio in questo percorso”.